Generatore di causale per il bonifico parlante
Compila i campi qui sotto e ottieni la frase esatta da incollare nella causale del bonifico per ristrutturazione, ecobonus, sismabonus o bonus mobili. Gratis, senza registrazione.
I tuoi dati non lasciano il browser. Il calcolo avviene interamente sul tuo dispositivo: codice fiscale, partita IVA e dati della fattura non vengono inviati ad alcun server e non vengono salvati.
Cosa deve contenere la causale di un bonifico parlante
Perché la banca riconosca il pagamento come agevolato e applichi la ritenuta d’acconto, la causale deve contenere tre elementi. Mancandone anche uno solo, il bonifico è un bonifico qualunque.
- Il riferimento normativo dell’agevolazioneLa norma che dà diritto alla detrazione, richiamata per esteso: art. 16-bis del D.P.R. 917/1986 (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio.
- Il codice fiscale del beneficiario della detrazioneDi chi porta la spesa in detrazione: se sono più persone, tutti i codici fiscali; se i lavori riguardano le parti comuni, il codice fiscale del condominio.
- Il codice fiscale o la partita IVA del destinatario del pagamentoL’impresa che esegue i lavori o fornisce i beni, così come indicata in fattura.
È buona prassi indicare anche numero e data della fattura pagata: non è un elemento richiesto dalla norma, ma lega in modo inequivocabile il pagamento al documento di spesa e semplifica qualunque controllo successivo. Il generatore lo include per questo.
Riferimento normativo
- Ristrutturazione edilizia — art. 16-bis del D.P.R. 917/1986
- È la norma di riferimento del Testo Unico delle Imposte sui Redditi per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio. Stabilisce, fra l’altro, che il pagamento delle spese detraibili avvenga con bonifico bancario o postale da cui risultino la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita IVA o il codice fiscale del soggetto destinatario del pagamento.
- Ecobonus — art. 14 del D.L. 63/2013
- Disciplina le detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Richiede, oltre al bonifico conforme, la trasmissione della documentazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
- Sismabonus — art. 16 del D.L. 63/2013
- Regola le detrazioni per gli interventi antisismici, con misura variabile in funzione della riduzione di classe di rischio asseverata dal tecnico abilitato.
- Bonus mobili — art. 16, comma 2, del D.L. 63/2013
- Riguarda l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati a un immobile oggetto di ristrutturazione. È l’unico dei quattro per cui il bonifico parlante non è l’unica forma di pagamento ammessa.
Questa pagina ha finalità informative e non sostituisce il parere di un professionista abilitato. Aliquote, massimali e adempimenti delle agevolazioni edilizie cambiano con frequenza: per la tua situazione specifica verifica con il tuo commercialista o con un tecnico di fiducia.
La ritenuta d’acconto dell’11%
Quando la banca o Poste riconoscono un bonifico come agevolato, trattengono l’11% dell’importo (calcolato sull’imponibile, al netto dell’IVA) e lo versano all’Erario come acconto sulle imposte dovute dall’impresa che riceve il pagamento.
Per chi paga non è un costo aggiuntivo: l’importo addebitato sul conto è quello disposto. È l’impresa a ricevere la somma decurtata della ritenuta, che recupera poi in dichiarazione dei redditi. Per questo alcune imprese chiedono di non usare il bonifico parlante: è una richiesta da rifiutare, perché senza bonifico conforme la detrazione si perde.
La ritenuta è anche il modo più semplice per verificare di aver fatto le cose giuste: se in contabile o in estratto conto compare la trattenuta dell’11%, il bonifico è stato riconosciuto come agevolato.
Errori comuni che fanno perdere la detrazione
Usare un bonifico ordinario invece di quello agevolato
Quasi tutti gli home banking hanno una voce dedicata ("bonifico per detrazioni fiscali", "bonifico agevolato", "ristrutturazione edilizia"). Se scegli il bonifico ordinario e scrivi la causale corretta a mano, il riconoscimento non è garantito: usa sempre il modulo dedicato quando esiste.
Indicare il codice fiscale sbagliato
In causale va il codice fiscale di chi detrae, non necessariamente quello dell’intestatario del conto. È l’errore più frequente quando il bonifico viene disposto da un familiare.
Omettere il riferimento normativo
La sola dicitura "pagamento fattura n. 12" non basta. Serve il richiamo esplicito alla norma che dà diritto alla detrazione: art. 16-bis del D.P.R. 917/1986 per la ristrutturazione, art. 14 del D.L. 63/2013 per l’ecobonus, art. 16 del D.L. 63/2013 per il sismabonus.
Dimenticare la partita IVA dell’impresa
Il codice fiscale o la partita IVA del soggetto che riceve il pagamento è un elemento obbligatorio della causale, anche quando l’IBAN è già intestato all’impresa.
Far troncare la causale dal limite di caratteri
Diversi home banking limitano il campo causale (spesso a 140 caratteri) e tagliano il testo in eccesso senza avvisare. Se la versione completa non entra, usa la versione breve generata qui sopra e controlla la contabile a bonifico eseguito.
Pagare con strumenti diversi dal bonifico
Contanti, assegni e carte (fatta eccezione per il bonus mobili) non danno diritto alla detrazione per le spese di recupero edilizio, qualunque cosa ci sia scritto in fattura.
Cosa succede con un bonifico non conforme
Un bonifico privo degli elementi obbligatori non viene intercettato dalla banca come pagamento agevolato: non viene applicata la ritenuta d’acconto dell’11% e il pagamento non entra nel flusso di dati che l’intermediario comunica all’Agenzia delle Entrate. In sede di controllo, la spesa può essere disconosciuta, con recupero della detrazione già fruita, sanzioni e interessi.
Il rimedio praticabile è la ripetizione del bonifico: l’impresa restituisce o storna la somma ricevuta e il pagamento viene rifatto con la causale corretta. Funziona, ma dipende interamente dalla collaborazione dell’impresa e va fatto prima che il periodo d’imposta si chiuda. Non esiste una procedura unilaterale per «correggere la causale» di un bonifico già eseguito.
Per questo conviene controllare la causale prima di confermare il pagamento, e conservare la contabile del bonifico insieme alla fattura: sono i due documenti che servono in caso di verifica.
Modelli di causale per tipo di bonus
Se preferisci scrivere la causale a mano, parti da questi modelli e sostituisci le parti fra parentesi quadre con i tuoi dati. Sono gli stessi testi prodotti dal generatore qui sopra.
Ristrutturazione edilizia
Pagamento fattura n. [NUMERO] del [GG/MM/AAAA] - bonifico per interventi di recupero del patrimonio edilizio che danno diritto alla detrazione ai sensi dell'art. 16-bis del D.P.R. 917/1986 - Beneficiario detrazione C.F. [CF DI CHI DETRAE] - Ditta beneficiaria del pagamento P.IVA/C.F. [P.IVA IMPRESA]
Ecobonus (riqualificazione energetica)
Pagamento fattura n. [NUMERO] del [GG/MM/AAAA] - bonifico per interventi di riqualificazione energetica che danno diritto alla detrazione ai sensi dell'art. 14 del D.L. 63/2013 - Beneficiario detrazione C.F. [CF DI CHI DETRAE] - Ditta beneficiaria del pagamento P.IVA/C.F. [P.IVA IMPRESA]
Sismabonus
Pagamento fattura n. [NUMERO] del [GG/MM/AAAA] - bonifico per interventi antisismici che danno diritto alla detrazione ai sensi dell'art. 16 del D.L. 63/2013 - Beneficiario detrazione C.F. [CF DI CHI DETRAE] - Ditta beneficiaria del pagamento P.IVA/C.F. [P.IVA IMPRESA]
Bonus mobili ed elettrodomestici
Pagamento fattura n. [NUMERO] del [GG/MM/AAAA] - bonifico per acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati all'immobile ristrutturato che danno diritto alla detrazione ai sensi dell'art. 16, comma 2, del D.L. 63/2013 - Beneficiario detrazione C.F. [CF DI CHI DETRAE] - Ditta beneficiaria del pagamento P.IVA/C.F. [P.IVA IMPRESA]
Per i lavori sulle parti comuni condominiali, sostituisci «Beneficiario detrazione» con «Condominio beneficiario detrazione» e indica il codice fiscale del condominio.
Domande frequenti
Che cos’è il bonifico parlante?
È un bonifico bancario o postale la cui causale contiene gli elementi richiesti dalla legge per ottenere la detrazione fiscale: il riferimento normativo dell’agevolazione, il codice fiscale di chi beneficia della detrazione e la partita IVA o il codice fiscale dell’impresa che riceve il pagamento. Senza questi elementi la banca non applica la ritenuta d’acconto e la spesa rischia di non essere detraibile.
Cosa succede se sbaglio la causale del bonifico?
La conseguenza pratica è che la banca non opera la ritenuta d’acconto dell’11% e il pagamento non risulta tracciato come spesa agevolabile: in sede di controllo la detrazione può essere disconosciuta. La strada per rimediare è la ripetizione del bonifico, cioè rifarlo con la causale corretta previo storno o restituzione della somma da parte dell’impresa. È una procedura che dipende dalla disponibilità dell’impresa: molto meglio scrivere la causale giusta la prima volta.
Che cos’è la ritenuta d’acconto dell’11%?
Quando riconosce un bonifico come "parlante", la banca o Poste trattiene l’11% dell’importo (al netto dell’IVA) e lo versa all’Erario come acconto sulle imposte dovute dall’impresa. Non è un costo per chi paga: l’impresa riceve l’importo decurtato e recupera la ritenuta in dichiarazione. La presenza della ritenuta in estratto conto è, di fatto, la conferma che il bonifico è stato riconosciuto come agevolato.
Il codice fiscale da indicare è il mio o quello di chi fa il bonifico?
Va indicato il codice fiscale di chi porta la spesa in detrazione, che non coincide necessariamente con l’intestatario del conto da cui parte il bonifico. Se la detrazione è ripartita fra più soggetti, in causale vanno i codici fiscali di tutti i beneficiari. Per i lavori sulle parti comuni condominiali va invece indicato il codice fiscale del condominio.
Serve il bonifico parlante anche per il bonus mobili?
No, non obbligatoriamente: per il bonus mobili ed elettrodomestici sono ammessi anche il pagamento con carta di debito o di credito. Se però si sceglie il bonifico, la causale deve essere conforme. Ricorda che il bonus mobili spetta solo se collegato a un intervento di recupero edilizio già avviato.
I dati che inserisco nel generatore vengono salvati?
No. Il generatore funziona interamente nel tuo browser: codice fiscale, partita IVA e dati della fattura non vengono inviati ad alcun server, non vengono salvati e non sono visibili a Sbrigami. Puoi verificarlo aprendo il pannello di rete degli strumenti per sviluppatori: durante la generazione non parte alcuna richiesta.
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